Burn the witch

29 gennaio 2015

Come ogni anno è tempo di Gioeubia: l’ultimo giovedì di gennaio in provincia di Varese, in particolare nei comuni più a Sud, per tradizione si dà fuoco in piazza alla “strega” di cartapesta che simboleggia l’inverno, proprio nel momento più aspro della stagione fredda. Ma la Gioeubia è anche un modo per mettersi attorno a un tavolo (o semplicemente davanti a un pentolone fumante) per rimpinzarsi di piatti tipici: polenta con bruscitti, risotto alla luganega, vin brulé e così via. Tra i luoghi in cui la ricorrenza è più sentita c’è sicuramente Busto Arsizio, dove ogni anno si svolge una vera e propria sfilata di gioeubie in rappresentanza di rioni, associazioni, scuole: dopo il rogo delle streghe, alle 19.30 circa, risotto per tutti in piazza (è una novità: negli ultimi anni si era sempre distribuita la polenta), ma anche la cena della Famiglia Bustocca al ristorante La Rava e la Fava di via Milano. A Castellanza la festa è nel parcheggio del Palazzo Municipale, anche qui con abbondante polenta, pane di San Giulio e vin santo, mentre a Lonate Pozzolo, nella frazione di Sant’Antonino, all’immancabile risotto si uniscono i salamini con i fagiolini. Falò in programma anche a Gallarate, Gorla Minore e Maggiore, Marnate, Solbiate Olona, Olgiate Olona e Fagnano Olona: su VareseNews – da cui è tratta la foto – è possibile seguire i festeggiamenti in diretta.

gioeubia2015

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One Response to “Burn the witch”

  1. Giöbia Says:

    Come al solito a Busto Arsizio i “giovani padani” non perdono occasione di rendersi ridicoli e dimostrarsi spregevoli piegando una tradizione culturale, che dovrebbe a parole stargli pure a cuore, alla mera propaganda politica di bassa lega… Se volevano buttarla in politica bastava aspettare un altro paio di settimane ché c’è Carnevale coi carri, la Gioeubia rappresenta la fine dell’inverno e l’auspicio di una buona nuova stagione ed è pure una festa tipica della sola nostra zona storicamente contadina, che c’entra col governo? E prima che qualcuno mi salti addosso: no, non difendo né Renzi né il governo che disprezzo almeno quanto questi leghisti che guastano le nostre città come delle mele marce in un cesto di mele buone!

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