The real thing

3 aprile 2014

È noto che alcune tribù degli Indiani d’America, ma anche altre popolazioni arcaiche di tutti i continenti, credono che la fotografia abbia il potere di rubare l’anima alle persone. Sarà forse così anche per il cibo? Si direbbe di sì, almeno a giudicare dalla battaglia portata avanti dagli strenui avversari del food porn, rilanciata anche ieri dal dibattito “Verso EXPO 2015” svoltosi nel quadro del Busto Arsizio Film Festival. Purtroppo non abbiamo potuto partecipare all’incontro, che ha potuto contare sugli ospiti del calibro dello chef Filippo Lamantia e della direttrice de La Cucina Italiana, Anna Prandoni, con la quale abbiamo spesso (amichevolmente) polemizzato sull’argomento. Ci hanno incuriosito però i tweet sull’argomento di Marco Corso, tratti dal dibattito: “Fotografare il cibo prima di mangiarlo ci allontana dalla sua importanza – scrive il giornalista di VareseNews – perché se si fotografa prima di mangiare si perde il senso primario di cos’è un piatto”. Davvero la fotografia ha questo nefasto potere distruttivo? E perché allora non si dovrebbe allargare il discorso a qualunque oggetto fotografato, uomini e donne compresi? È chiaro che le foto catturano solo un aspetto della realtà, immobile ed esclusivamente legato al senso della vista, ma dopo oltre un secolo di cultura dell’immagine ci pare arduo mettere in discussione il concetto.

Forse il problema è che abbiamo in mente due diverse tipologie di fotografia: chi la critica pensa soprattutto a un approccio professionale, mirato alla ricerca estetica e un po’ anche alla spettacolarizzazione, ovviamente incompatibile con la consumazione in tempi brevi di un pasto. Noi, invece, immaginiamo (e mettiamo in pratica!) la fotografia del cibo come forma di documentazione istantanea e immediata, anche con mezzi amatoriali. Obiezione già precotta (ops): ma con una brutta foto si mortifica il piatto, rendendo un cattivo servizio al cibo e chi lo ha cucinato. Può anche darsi: anche in questo caso, però, non è la stessa cosa che accade immortalando un evento di attualità, o riprendendo magari maldestramente un avvenimento nel momento stesso in cui si verifica? Nel mondo reale, si chiama diritto di cronaca

(Foto da Comunicangolo)

fotografare_cibo

 

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