Lavori in Corso

16 ottobre 2013

Per chi è uso frequentare i ristoranti di Milano (pace all’anima sua) è esperienza piuttosto comune quella di trovarsi di fronte, di punto in bianco, un locale completamente trasformato nell’aspetto e nei contenuti, talvolta anche nel nome. La Trattoria del Corso l’avevamo visitata addirittura 5 anni fa, un’eternità se trasposta in anni di chef meneghino, e per essere sinceri non avevamo nessuna voglia di tornarci. Invece Riccardo Minati, che l’ha completamente rinnovata nel 2011, ci ha fatto cambiare idea con una formula ricca di inventiva: è vero, le lavagnette servite ai clienti con tanto di gessi per disegnare rischiano di sforare nell’orpello, ma oltre alla forma c’è anche la sostanza. Rappresentata in particolare dalla fondue bourguignonne, il piatto principe nella proposta gastronomica del locale e anche il sogno di ogni cuoco: far cucinare il cliente al suo posto… Scherzi a parte, il ristorante è da evitare per i non carnivori, mentre da parte di tutti gli altri merita almeno una visita, naturalmente non prima di aver consultato la nostra recensione.

bourguignonne

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