Voci dal Salone: Un bicchierino di storia

9 novembre 2012

C’è uno spettro che terrorizza i produttori di liquori e distillati: non è la crisi, ma la legge sulla guida in stato di ebbrezza, che negli ultimi anni ha penalizzato enormemente i consumi. “Prima o poi ci abitueremo, l’Italia è sempre un po’ lenta ma alla fine ci arriviamo: si andrà a cena con un pulmino, oppure qualcuno a turno rinuncerà a bere”. A dirlo, con un po’ di rassegnazione, è Antonella Bocchino, passata da una storica famiglia di distillatori all’altra per rinnovare l’immagine della Rossi d’Angera, azienda nata sulle sponde del Lago Maggiore nel lontano 1847. Con lei chiudiamo la serie delle interviste realizzate al Salone del Gusto, “dove siamo venuti – spiega – perché questo è il luogo giusto per valorizzare le nicchie agricole e gastronomiche, dimostrando il risvolto etico e sociale che c’è nella promozione dei prodotti locali”. E la grappa, com’è cambiata nell’arco di quasi due secoli? “Tantissimo, prima si beveva solo per scaldarsi, era rude e spigolosa. Negli anni si è cercato in tutti i modi di ingentilirla e adattarla a palati sempre più raffinati: oggi abbiamo grappe affinate in barrique, riserve millesimate e liquori profumati e aromatici”.
Leggete la nostra intervista completa per scoprire il resto…

Ascolta l’audio dell’intervista

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