Sette anni dopo

15 febbraio 2012

In certi ristoranti torni tutti i giorni, altri ti svelano tutto al primo colpo e poi rimangono lì come un totem, senza che ci sia l’occasione o il desiderio di rivederli. Magari perché sono sempre pieni, come nel caso della rinomata osteria Giulio Pane e Ojo di Milano: per andarci bisogna prenotare con diversi giorni d’anticipo, e anche sottostare alla schiavitù (davvero fastidiosa) del doppio turno. Ma era così anche sette anni fa, al tempo della nostra primissima recensione che oggi, finalmente, abbiamo aggiornato. Le cose, bisogna dirlo, non sono cambiate di molto: oggi come allora il ristorante di via Muratori è un ritrovo di gran moda, anche se la sua formula l’hanno copiata in molti. La cucina? Più semplice di così non si potrebbe, ma basta portare i sapori romani a Milano per scaldare il cuore e lo stomaco. Peccato per il servizio non troppo curato e la fretta di chiudere: ma non era “aperto fino a tardi”? Per saperne di più, vi lasciamo alla nostra recensione.

 

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