Chi dorme non piglia pesci

1 giugno 2011

Non succede spesso che, alla fine di una manifestazione, l’ente organizzatore parli esplicitamente di un calo dei visitatori. Lo ha fatto lunedì 30 maggio a Genova Roberto Burdese, presidente di Slow Food, in occasione della conferenza di chiusura di Slow Fish: quest’anno “solo” 40.000 persone hanno presenziato alla kermesse dedicata ai prodotti e alla cultura del mare, contro le 55.000 dello scorso anno. Una diminuzione dovuta allo spostamento della manifestazione da aprile a giugno, ma anche alla crisi economica che ha colpito la quinta edizione dell’evento. “Abbiamo avuto un pubblico numericamente inferiore – ha aggiunto Burdese – ma senz’altro di qualità e informato, come dimostrano la grande affluenza alle degustazioni guidate, le vendite di testi alla Libreria del Mare, il successo dei percorsi didattici”.
Nel corso di Slow Fish sono stati diffusi anche i risultati di un‘indagine Ismea sul consumo del pesce in Italia: nel 2010 gli acquisti di pesce fresco sono calati del 5,7%, in corrispondenza con aumenti dei prezzi del 4% e in controtendenza con le preferenze dichiarate. Gli italiani, insomma, amano il pesce fresco ma non lo comprano, perché costa troppo. La soluzione? Secondo gli chef, come Luca Collami, bisogna riscoprire specie alternative e poco considerate. L’indagine completa è scaricabile qui.

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